venerdì 21 dicembre 2007

Coefficente di libertà, fine del mondo, e altre storie.

Questa notte ho avuto un sonno piuttosto agitato. Non so se sia stata colpa di Saccà, o dell'ottima coppa di testa che ho mangiato alle 23, prima di dormire. Fatto sta che ho iniziato una serie di sogni molto inquietanti ed estremamente realistici.
Il primo riguardava la fine del mondo. Già. Eravamo nel 2012, in casa, e assistevamo a una notte la cui luminosità era a dir poco singolare. Ovviamente la causa di ciò era l'esplosione del sole. Già molti si sono cimentati su una fine dell'era umana dovuta allo scoppio della nostra stella più vicina.
Uno dei primi che se ne era occupato era un programma di una decina di anni fa che andava in onda su TMC2, ora diventata Mtv, che si chiamava Poltergeist. Qualche anno dopo lessi su un quotidiano una storia presunta di Carlo Lucarelli che era identica a quanto avevo visto anni prima. Ma si sa, TMC2 è una rete sfigata, e figuriamoci se qualcuno se ne ricorda.
Tornando al mio sogno, ben presto la notte si era trasformata in giorno, e dal cielo proveniva un enorme fascio di luce bianca. A causa degli immensi campi elettromagnetici, televisione, radio, e tutte le mie diavolerie erano fuori uso. Mia madre stirava per l'ultima volta le camicie di mio padre, e il ferro da stiro prendeva fuoco. Tutto cominciava ad incendiarsi, sempre più velocemente, e questi raggi di luce bianca illuminavano la casa in una maniera mai vista.
A quel punto, ho detto le mie ultime preghiere, e mi sono svegliato, piuttosto agitato.
Non è passato molto tempo, e mi sono riaddormentato, questa volta però in un mondo sadico e totalitario, dove un gioco spietato mi vedeva coinvolto in prima persona.
Io e un gruppo di personaggi non ben identificati correvamo in una sorta di stadio, per allenarci. A metà del campo, c'era un'uscita che dava su un'altra arena dove avveniva il gioco simpaticissimo per il quale stavamo correndo come trottole.
Un grandissimo, munito di ak-47, si divertiva, allo scadere del tempo a sparare su una delle 200 persone che correva nel campo, fino a finirla.
Inutile dire che sono stato ammazzato quella decina di volte, trovandomi per sfiga a un metro da lui, e come in un videogioco, recuperavo costantemente la mia vita, e una volta raggiunto lo 0%, tornavo in fretta al 100 %. In tutto questo, un tale, esponente politico di questa strana era mi ha fermato e mi ha detto: "Se vuoi sapere quanto vale una persona, è molto semplice. Basta che moltiplichi il suo coefficiente di libertà per il quoziente intellettivo". Detto, fatto.
E adesso, basta sognare.

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