Avevo nasato da tempo che dopo A history of violence David Cronenberg si era innamorato di Viggo Mortensen. E non mi sbagliavo.
Viggo, detto Aragorn, è uno degli attori che oggi più si prestano a fare la parte del delinquente dal passato vissuto. E tutto ciò grazie alle rughe dei 50 anni in arrivo, al teschio che ha al posto del viso e al suo sguardo invasato. Eastern Promises, film che vado a recensire, è cucito apposta sul nostro eroe.
A vederlo eravamo in 8. Forse perchè il cinema con intelligenza lo proietta solo alle 22 30, e preferisce tenere titoli come "L'allenatore nel pallone 2" in fascia pomeridiana e serale. La storia è molto semplice. Dopo un inizio in cui un barbiere mafioso con un rasoio da barba sgozza un appartenente di alto rango della mafia russa, colpevole di aver dato a Cassel dell'ubriacone, cosa vera e sacrosanta, una tossica va dal farmacista sbrodolando sangue. Portata in ospedale, la nostra crepa, nn prima di avere dato alla luce una bambina, il cui destino pare essere infausto.
Un'infermiera impicciona e stupida si preoccupa di rispedire il bebè al mittente, e decide di sottrarre il diario che la ragazza aveva con sè, per cercare qualche riferimento alla sua famiglia.
Purtroppo per lei, però, nel diario ci sono rivelazioni scottanti sulla famiglia di Cassel, sempre in forma nella parte dell'alcolista, e soprattutto sul padre, che si scopre essere pure il padre della piccola.
Il vecchio, che si fa notare per le lenti a contatto azzurro ghiaccio, è un boss russo di quelli tosti, che dietro al suo lussuoso ristorante, e tra un ociciornia e un'altra, gestisce traffici non ben precisati di armi, droga, prostitute, bottiglie di vino, e piccioni viaggiatori.
La nostra infermiera avrà la buona idea di andare a sputtanare a questo vecchio di essere in possesso del diario scritto dalla tossica, e da lì cominceranno ovviamente tutti i suoi problemi.
Non svelo altro riguardo la trama, perchè non voglio togliere al pubblico la sorpresa, ma parlerò della cosa più bella del film: le scene violente.
Il film è caratterizzato da un costante spargimento di sangue, che inizia con un paio gole tagliate, tra cui quella di uno spastico che viene sgozzato mentre piscia su una tomba in un giardino pubblico.
Segue poi un occultamento di cadavere che non è nulla di che, ma la vera sorpresa si ha con Viggo completamente nudo e tatuato nella sauna, per la gioia del pubblico femminile.
Sulla scia di A history of violence, Cronenberg manda al nostro Aragorn 2 sicari ceceni. Questi, ovviamente, per ammazzarlo secondo la tradizione non usano pistole, ma coltelli. E qui vediamo Viggo che, nudo come mamma l'ha fatto, si becca delle coltellate saltando per la sauna e volando letteralmente da una stanza all'altra, sempre con le palle per aria.
La scena, carica di sangue e violenza, culminerà con il nostro che, dopo un estenuante combattimento, fredderà un ceceno ficcandogli il coltello in un occhio, con conseguente sgorgamento di sangue denso sul pavimento di quella lurida sauna inglese.
Sono sincero: non mi aspettavo un A history of violence 2, ma in effetti così è stato. La trama l'avevo già intuita al terzo minuto, così come i combattimenti del nostro. Tuttavia, il film è ben girato, la storia non è male, anche se prevedibile, e soprattutto lancia un messaggio da non sottovalutare: se avete fatto qualche sgarbo a un barbiere, è meglio che andiate a farvi fare la barba da qualcun altro.
Viggo, detto Aragorn, è uno degli attori che oggi più si prestano a fare la parte del delinquente dal passato vissuto. E tutto ciò grazie alle rughe dei 50 anni in arrivo, al teschio che ha al posto del viso e al suo sguardo invasato. Eastern Promises, film che vado a recensire, è cucito apposta sul nostro eroe.
A vederlo eravamo in 8. Forse perchè il cinema con intelligenza lo proietta solo alle 22 30, e preferisce tenere titoli come "L'allenatore nel pallone 2" in fascia pomeridiana e serale. La storia è molto semplice. Dopo un inizio in cui un barbiere mafioso con un rasoio da barba sgozza un appartenente di alto rango della mafia russa, colpevole di aver dato a Cassel dell'ubriacone, cosa vera e sacrosanta, una tossica va dal farmacista sbrodolando sangue. Portata in ospedale, la nostra crepa, nn prima di avere dato alla luce una bambina, il cui destino pare essere infausto.
Un'infermiera impicciona e stupida si preoccupa di rispedire il bebè al mittente, e decide di sottrarre il diario che la ragazza aveva con sè, per cercare qualche riferimento alla sua famiglia.
Purtroppo per lei, però, nel diario ci sono rivelazioni scottanti sulla famiglia di Cassel, sempre in forma nella parte dell'alcolista, e soprattutto sul padre, che si scopre essere pure il padre della piccola.
Il vecchio, che si fa notare per le lenti a contatto azzurro ghiaccio, è un boss russo di quelli tosti, che dietro al suo lussuoso ristorante, e tra un ociciornia e un'altra, gestisce traffici non ben precisati di armi, droga, prostitute, bottiglie di vino, e piccioni viaggiatori.
La nostra infermiera avrà la buona idea di andare a sputtanare a questo vecchio di essere in possesso del diario scritto dalla tossica, e da lì cominceranno ovviamente tutti i suoi problemi.
Non svelo altro riguardo la trama, perchè non voglio togliere al pubblico la sorpresa, ma parlerò della cosa più bella del film: le scene violente.
Il film è caratterizzato da un costante spargimento di sangue, che inizia con un paio gole tagliate, tra cui quella di uno spastico che viene sgozzato mentre piscia su una tomba in un giardino pubblico.
Segue poi un occultamento di cadavere che non è nulla di che, ma la vera sorpresa si ha con Viggo completamente nudo e tatuato nella sauna, per la gioia del pubblico femminile.
Sulla scia di A history of violence, Cronenberg manda al nostro Aragorn 2 sicari ceceni. Questi, ovviamente, per ammazzarlo secondo la tradizione non usano pistole, ma coltelli. E qui vediamo Viggo che, nudo come mamma l'ha fatto, si becca delle coltellate saltando per la sauna e volando letteralmente da una stanza all'altra, sempre con le palle per aria.
La scena, carica di sangue e violenza, culminerà con il nostro che, dopo un estenuante combattimento, fredderà un ceceno ficcandogli il coltello in un occhio, con conseguente sgorgamento di sangue denso sul pavimento di quella lurida sauna inglese.
Sono sincero: non mi aspettavo un A history of violence 2, ma in effetti così è stato. La trama l'avevo già intuita al terzo minuto, così come i combattimenti del nostro. Tuttavia, il film è ben girato, la storia non è male, anche se prevedibile, e soprattutto lancia un messaggio da non sottovalutare: se avete fatto qualche sgarbo a un barbiere, è meglio che andiate a farvi fare la barba da qualcun altro.

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