Ieri sera ho deciso di ritornare al cinema dopo tanti mesi di assenza dalle sale. E, invogliato dalle critiche positive sentite, ho optato per Slumdog Millionaire, film di Danny Boyle ambientato in un'India spietata e incasinata. E purtroppo, sono rimasto abbastanza deluso.
Il film vorrebbe inoltre essere una storia d'amore. In realtà, sempre a mio modesto parere, la storia d'amore è in secondo piano rispetto alle vicende personali del protagonista Jamel. E l'epilogo è semplicemente scontato, banale, e poco coraggioso.
Il film ha tutta l'aria di un prodotto creato per essere diffuso a livello internazionale, ma purtroppo è un concentrato di "già visto", di luoghi comuni, e di fretta nel mettere insieme i pezzi. Dall'inizio alla fine i numerosi colpi di scena sono prevedibili da chiunque, e non mancano elementi caricaturali su cui probabilmente un audience indiana si mette a ridere. Scontata e boccaccesca anche la scena di andreucciana memoria, già vista e rivista in ambito cinematografico e letterario, in cui il giovane Jamel che cade in una pozza di guano. A giudicare dalle risate in sala e dai commenti della gente, è davvero innegabile che la merda riscuote sempre un grande successo.
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