martedì 5 febbraio 2008

Recensione: Uomini si nasce, poliziotti si muore (1976)


Se pensate che i film di oggi sono più volgari di quelli di 30 anni fa, probabilmente non avete visto questa perla di saggezza firmata da Ruggero Deodato.
Questo capolavoro appartiene al famoso genere poliziottesco tanto amato da Tarantino, e rispecchia apertamente il filone grazie a poliziotti con facce da modelli di Versace, donne nude che si eccitano solo a guardare i volti puliti di Lovelock e Porel, scene violente, e bastardaggine più che diffusa.
Siamo nella Roma dei traffici illeciti degli anni 70. Due rapinatori a bordo di una moto decidono di rapinare una donna appena uscita dalla banca. Questa, decisa a non mollare il suo prezioso carico, preferirà venire trascinata per la città eterna dai nostri, fin quando terminerà la sua corsa sfracellandosi il cranio contro un lampione. A quel punto, però, essendo rimasta attaccata ai soldi anche da morta, dovrà essere presa a calci in faccia da uno dei 2 balordi, che finalmente otterrà il prezioso bottino.
Per sfiga, sono presenti Lovelock e Porel, due poliziotti dai metodi non convenzionali appartenenti alla Squadra Speciale e che posseggono la licenza di uccidere, nonchè una buona dose di stronzaggine. Inizierà così un inseguimento che culminerà con un incidente pesissimo, in cui uno dei due rapinatori rimarrà ucciso, mentre l'altro, morente, passerà a miglior vita grazie a Porel che, a tradimento, gli tirerà il collo come una gallina. Tutto questo nella massima tranquillità. Davanti ai propri superiori, i due diranno "il mio è morto da solo", mentre Porel in tutta onestà affermerà "e al mio gli ho dato una mano".
Abbiamo già capito quindi che questo duo è formato da poliziotti molto speciali: bellissimi, freddi, sanguinari, e con un solo chiodo fisso in testa: le donne.
Volendo emulare Sean Connery, si presentano dalla loro Moneypenny con un vaso di fiori rubato dall'ufficio di fianco dicendo la quarta frase del film: "Con chi di noi scoperesti?".
Ci potremmo aspettare una sberla da parte della belloccia, che in realtà dimostra di essere alquanto disinibita, al punto da prendersi della "sporcacciona" dai due, che in fondo rispetto a lei sono più che integerrimi.
Seguiranno sangue, torbidume, scagnozzi, monnezza, e sparatorie, il tutto accompagnato da una colonna sonora incalzante e ben fatta. I due poliziottoni si divertiranno pertanto ad ammazzare criminali, dar fuoco ad auto di lusso, e bruciare vivi 2 poveretti che non c'entrano niente. Memorabile la frase pronunciata da Franco Citti: "E 'ttu 'Bbefana...nun ce l'hai da bere? Se non fosse che 'mmi servi, i' t'ammazzerebbi!". Vero, ********?

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