Tutti coloro a cui è piaciuto non hanno però visto City of God, che è un film di tutt'altra pasta. Tropa de Elite è un film ugualmente violento, girato nello stesso stile del precedente, con una fotografia che sovrassatura i colori e una telecamera al centro dell'azione.
Il protagonista è il sosia brasiliano di Nacho Vidal: un fascista psicopatico impasticcato e pluristressato che deve trovare un sostituto alla sua squadra d'eccellenza di poliziottoni duri e puri. E al solito, con lui s'intreccerà tutta una vicenda di sangue, morte, e violenza gratuita, che piacerà molto ai tarantiniani.
Citta di Dio era un film poetico, che si costruiva minuto dopo minuto, narrato bene e con una violenza pienamente funzionale alla scena. Questo sembra una brutta copia vista con gli occhi di Nacho Vidal in veste da poliziotto. Mancava solo Siffredi, e forse veniva fuori qualcosa di meglio. Tanti, troppi i tratti comuni: il narratore fuori scena che è protagonista sulla scena, lo stile del regista (scopiazzato, visto che il director è diverso), le battute. Hanno copiato tutto dalla A alla Z. Anche la figura di Zepequeno.
E' un film già visto, scopiazzato qua e là da S.W.A.T, e che non ha niente a che spartire con City of God, perla di originalità e freschezza che ha risollevato il cinema sudamericano.
Questo film non ha storia, non dice niente, finisce alla carlona. E nei titoli di coda musica allegra e fuori luogo, cosa che come ben sapete detesto.
Non sono molto contento di quanto ho visto, soprattutto per come è stato gestito il lancio del film. Piacerà agli amanti dei blockbuster che non hanno visto il film paragonato a questo (che non cito per rispetto), e a tutti coloro senza memoria, che vedono un film e il giorno dopo non si ricordano più nulla di esso, e pensano che questa sia roba originale.
Non essendoci la produzione di Arnon Milchan, si becca 5 1/2. E ringrazi ;-).
Il protagonista è il sosia brasiliano di Nacho Vidal: un fascista psicopatico impasticcato e pluristressato che deve trovare un sostituto alla sua squadra d'eccellenza di poliziottoni duri e puri. E al solito, con lui s'intreccerà tutta una vicenda di sangue, morte, e violenza gratuita, che piacerà molto ai tarantiniani.
Citta di Dio era un film poetico, che si costruiva minuto dopo minuto, narrato bene e con una violenza pienamente funzionale alla scena. Questo sembra una brutta copia vista con gli occhi di Nacho Vidal in veste da poliziotto. Mancava solo Siffredi, e forse veniva fuori qualcosa di meglio. Tanti, troppi i tratti comuni: il narratore fuori scena che è protagonista sulla scena, lo stile del regista (scopiazzato, visto che il director è diverso), le battute. Hanno copiato tutto dalla A alla Z. Anche la figura di Zepequeno.
E' un film già visto, scopiazzato qua e là da S.W.A.T, e che non ha niente a che spartire con City of God, perla di originalità e freschezza che ha risollevato il cinema sudamericano.
Questo film non ha storia, non dice niente, finisce alla carlona. E nei titoli di coda musica allegra e fuori luogo, cosa che come ben sapete detesto.
Non sono molto contento di quanto ho visto, soprattutto per come è stato gestito il lancio del film. Piacerà agli amanti dei blockbuster che non hanno visto il film paragonato a questo (che non cito per rispetto), e a tutti coloro senza memoria, che vedono un film e il giorno dopo non si ricordano più nulla di esso, e pensano che questa sia roba originale.
Non essendoci la produzione di Arnon Milchan, si becca 5 1/2. E ringrazi ;-).
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