hInutile dire che mi sono esaltato. Ho guardato 300 in un momento di sconforto, quando tutto stava per finire, e io pure, insieme al tutto. Gerard Butler, già visto più volte in ruoli minori, interpreta la parte di Leonida, pazzo furioso condottiero spartano, che alla testa di 300 uomini sfida l'arroganza di Serse, uomo-Dio sceso sulla terra per conquistare il mondo intero.
Leonida è un idolo. Barbuto, pizzetto a capra, codino alla Seagal intrecciato, petto depilato e fisico palestrato, è un vero duro tra i duri. Degno sovrano di una nazione di guerrieri gonfiati di anabolizzanti e col cervello di gallina, sacrificherà la vita sua e dei suoi per dimostrare al mondo il proprio valore, fronteggiando in battaglia mostri schifosi, giganti, creature degli abissi, e il putrido Efialte.
Sebbene in certi momenti si sentono battutine alla Seagal, e la poesia erodotea lascia spazio improvvisamente alla borazzia, credo che 300 sia un film ben fatto. Fumettistico finchè si vuole (e ci mancherebbe altro), epico, assurdo, sovrumano, potente. E, purtroppo, copiato spudoratamente da Braveheart, cosa che appare nota fin da subito, ma soprattutto nel finale. Tra i due film, però, c'è una differenza sostanziale: in 300 il sangue è interamente fatto al computer, in Braveheart con salutare succo di pomodoro.
I tempi cambiano, l'epicità rimane e si trasforma. 300 è sì un capolavoro, ma solo in relazione ai nostri tempi. Non sopravviverà a lungo nella memoria, ma lascia una lezione alla generazione nata negli anni 90, che lo considererà il proprio Braveheart. E andrà in giro fiera di sè, esclamando Auh, auh, auh !!!
Sebbene in certi momenti si sentono battutine alla Seagal, e la poesia erodotea lascia spazio improvvisamente alla borazzia, credo che 300 sia un film ben fatto. Fumettistico finchè si vuole (e ci mancherebbe altro), epico, assurdo, sovrumano, potente. E, purtroppo, copiato spudoratamente da Braveheart, cosa che appare nota fin da subito, ma soprattutto nel finale. Tra i due film, però, c'è una differenza sostanziale: in 300 il sangue è interamente fatto al computer, in Braveheart con salutare succo di pomodoro.
I tempi cambiano, l'epicità rimane e si trasforma. 300 è sì un capolavoro, ma solo in relazione ai nostri tempi. Non sopravviverà a lungo nella memoria, ma lascia una lezione alla generazione nata negli anni 90, che lo considererà il proprio Braveheart. E andrà in giro fiera di sè, esclamando Auh, auh, auh !!!
Mah... Mi permetto di dissentire. :oP
RispondiEliminaFumettistico, epico, assurdo, sovraumano, potente... Hai ragione, ma aggiungerei anche "fascista". 300 lo vidi al cinema e quando sono uscito ero schifato. Tutta 'sta esaltazione dell'onore guerriero fine a se stesso mi ha davvero disgustato. Poi, dai: gli spartani combattono valorosamente in nome della "libertà" (più volte citata nel film), quando quelli veramente liberi (anche sessualmente, perchè no?!) erano proprio i loro nemici. Insomma quale libertà? Quella di essere omologati col cartellino di "guerriero sano e forte"?? Libertà di ammazzare i neonati "imperfetti"??? Insomma, alla fin dei conti questo film lanciava lo stesso messaggio di certe pellicole propagandistiche degli anni '30 marchiate "Istituto Luce" (ci mancava solo la classica voce narrante un po' nasale ed era perfetto!), con la differenza che al posto della "romanità imperiale" c'è la "spartanità". Il brutto è che, come hai detto tu, "lascia una lezione alla generazione degli anni '90"; generazione che già non prometteva bene, se poi la facciam crescere con ideali sbagliati e con certi film... (cmq Braveheart sì che era un buon film!)
Ciao Boz!
Lasicamo a Leonida quel che è di Leonida, per favore! 300 è un film che va visto con gli occhi di Frank Miller, mostro sacro della fumettistica Statunitense, e non con occhi da critico storico. 300 non ha certo la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno, e nasce con il fine ultimo di farci gridare Au au au! E ci riesce eccome .....
RispondiEliminaNon scomodiamo sacrosanti moralismi antifascisti validi nella realtà, perchè questo è un film che con la realtà non ha proprio nulla a che fare.
Un capolavoro di violenza e potenza, fine a se stesso. Se Leonida è fascista, allora Clark Kent cos'è....un Übermensch?
Lasciamo perdere.....
AU AU AU !!!
Ma Clark Kent, Peter Parker, e tutti gli altri supereroi fumettistici sono personaggi di fantasia, percui è lecito che non abbiano nulla a che fare con la realtà e che non possano essere giudicati con canoni riservati alla realtà... Ma Leonida è un personaggio storico, e che quindi con la realtà ha molto a che vedere! Ecco allora che il film non può più essere paragonato a un comune film di supereroi, ma diventa invece potenziale portatore di un messaggio, proprio perchè poggia la propria trama su personaggi e fatti storici, che danno molta più credibilità agli AU AU AU fanatici che nascondono gli ideali reali di quelli che furono spartani reali, sanguinari e schiavisti...
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