mercoledì 6 maggio 2009

Recensione: Il Signore del Male (Prince of Darkness, 1987)


Un filmone. Un capolavoro assoluto. Il Maestro John Carpenter ci ha concesso 20 anni or sono un'altra delle sue perle di saggezza: il principe delle tenebre, il signore del male. Un titolo che dice tutto e nulla, ma che riserva agli appassionati delle opere del Vate la certezza di trovarsi di fronte a un lungometraggio di qualità. Già dai titoli di testa, quando ho letto "Una esclusività Cecchi Gori Group" e ho visto che i produttori erano Mario Kassar e Andrew Wajna, gli stessi libanesi di Rambo e Terminator, ho capito che gli applausi sarebbero scrosciati. E così è stato.
In questa opera Carpenter indaga sullo scontro tra ragione e fede, e cerca di smantellare tutti i fondamenti del cristianesimo come solo lui sa fare. Sullo sfondo, un essere malvagio che avanza e accresce il suo potere, mentre un gruppo di universitari cercherà di fermarlo, non senza pesanti ripercussioni sulla propria salute fisica e mentale.
Molte persone trovano questo film davvero terrorizzante: io lo trovo assolutamente inquietante: il messaggio-sogno che tutti i personaggi ricevono è girato in modo così banale ma sapiente da riuscire a fare salire qualche brivido lungo la schiena, pur senza alcun effetto speciale.
La colonna sonora è semplicemente eccellente: sin dall'inizio la sentiamo costantemente, e capiamo che ci accompagnerà per tutto il film, sottolineando magistralmente i momenti di maggior pathos. Chiaramente anche questa è opera del Maestro, e presenta come già noto un massiccio uso di sintetizzatori dell'epoca, che riescono senza problemi a trasformare un semplice suono elettronico in una sorta di coro di voci infernali, per la gioia di tutti i fan di questo genere. Consigliato assolutamente a tutti.

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