Solita dimostrazione di come noi italiani siamo bravi a tradurre (e sminuire) i titoli originali. "Quando cala l'oscurità", così lo chiameremo, è un film che parla di violenza in modo a mio avviso intelligente. Parte bene, continua meglio, e finisce in un modo non all'altezza. Ma andiamo con ordine, elencando le storie di cui questo film è composto: Leyla, ragazza pakosvedish, è considerata la vergogna della famiglia a causa dei ragazzi che frequenta. Aram, mascellone che ama fare lo splendido col Q7, gestisce un locale fighetto che viene preso di mira da una banda di criminali pagliacci. Carina, telegiornalista di successo, subisce le violenze del marito, pazzo psicolabile che gode pure della stima di tutti i colleghi della moglie. Queste storie si sviluppano parallelamente per quasi tutto il film senza scadere nel muccinismo, nell'haggismo, e nel più terraterra perbenismo. Il montaggio è realizzato davvero bene, e gli attori sono piuttosto bravi, a parte X che ho trovato davvero penoso. Dopo Evil - Il Ribelle, la Svezia ci propone un film intriso di violenza fisica e psicologica, con una colonna sonora fredda e martellante che contribuisce a tenere sveglia la gente in sala per 2 ore e 10 minuti. E non è cosa da poco.
Purtroppo però, dopo un buon 95% di film che faceva gridare al miracolo, scade tutto nel finale. I protagonisti delle 3 storie si ritrovano per caso all'aeroporto, partono, e i loro 3 aerei si incrociano, facendo venire in mente quella grossissima buffonata di Crash, esempio tipico di haggismo. Per di più, la colonna sonora dei titoli di coda è allegra, divertente, totalmente diversa da quella sentita durante il film. Il che, purtroppo, stona tantissimo, perchè fa sminuire quanto di serio si è visto poco prima, e lo riduce a una buffonata.
Tirando le conclusioni, che dire? Sicuramente i buoni propositi ci sono, la mano del regista pure, la storia anche, peccato per l'hollywoodismo più becero alla fine. Voto: 7.
Tirando le conclusioni, che dire? Sicuramente i buoni propositi ci sono, la mano del regista pure, la storia anche, peccato per l'hollywoodismo più becero alla fine. Voto: 7.
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