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giovedì 24 gennaio 2008

Qualcosa sta cambiando

Ieri, oggi, domani. A quest'ora della notte guardo quello che mi passa davanti agli occhi, che è passato, e cerco di riflettere su quello che dovrà accadere. Guardo quello che sta attorno a me, dentro di me, e lontano da me. Possibilmente, concentrandomi solo sull'essenziale.
E capisco che in fondo ci sono chiari segnali di un cambiamento serio e imminente. Qualcosa me lo ha fatto intuire già da tempo. Ho capito che verso la fine di gennaio la mia persona sarebbe cambiata profondamente.
Credo nei segnali premonitori, è vero. Credo che se una cosa deve succedere, succede, e che la forza di volontà può fare molte cose.
Voglio scusarmi fin da ora con alcune persone con cui ho avuto un atteggiamento a dir poco ambiguo. Probabilmente questo le ha fatte irritare e probabilmente le ha confuse, deluse, rattristate.
Non sono cambiato poi molto dal ragazzo in foto. In fondo, sono sempre su un palcoscenico, ho la voce impostata e per non affrontare i volti bui del pubblico fisso le luci puntate sopra di me, puntando lo sguardo verso l'alto.
Nonostante tutto, so ancora ascoltare, e sono pronto a farlo in qualsiasi momento. Basta non prendermi in giro, basta semplicemente chiarire le idee, basta ascoltare il famoso grillo parlante che rode il cervello nei momenti più belli. La vita è breve, il tempo fugge, e la possibilità di parlare non è mai illimitata.
Se e quando cambierò atteggiamento, cambieranno anche molte cose insieme a me, e probabilmente in lato molto negativo. La possibilità che nulla cambi, però, non è da escludere. Basta, semplicemente, come io stesso sostengo, volerlo.

venerdì 11 gennaio 2008

Boz risponde a Francesco: Babel


Caro Francesco,

ho letto la risposta alla mia recensione che hai pubblicato qui. Mi scuso coi lettori se sono stato troppo ermetico, ma purtroppo alle 2 di notte dovevo ancora ragionare bene sul piattume che avevo appena visto.
Prima di tutto tengo a precisare che la mia questa volta non voleva essere una recensione, che implica necessariamente anche trama e temi del film, ma una pura critica, come dimostra anche il tag che ho affibbiato al post.
Veniamo ora al film, se così si può definire. Il film affronta le indiscutibili tematiche che tu, Francesco, hai sottolineato, ma lo fa in un modo scostante, indiretto. Il regista si trasforma in una sorta di narratore onnipresente e onnipotente che si intrufola nelle scene più ridicole e penose, vedi ad esempio quella del bambino arabo che si masturba dopo aver visto sua sorella nuda, o la sordomuta giapponese dalla sessualità alquanto repressa che spalanca le coscie in giro. Pare che Inarritu voglia infilare il sesso a tutti i costi per ravvivare la trama. Lo fa anche quando l'americana si piscia addosso con Brad Pitt al suo fianco. Quello forse è il momento più sessualmente carico di tutto il film.
Ma di per sè il film lascia poco, perlomeno al sottoscritto e a una parte di amici che la pensano come lui.
Si ha come l'impressione di trovarsi in un neorealismo pasoliniano con una trama scritta sull'aria attraverso segnali di fumo.
Il film scivola, vola via sull'elicottero della Croce Rossa che porta in salvo i nostri eroi, che piangono tutto il tempo, sono incasinati, si spogliano, sono in mezzo al lerciume, sporchi di sangue e di vuoto. E non lasciano nulla allo spettatore, se non un grande dubbio: "Di cosa parlava sto film?".